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PSICOLOGIA POSITIVA

PSICOLOGIA POSITIVA: L’OTTIMISMO ANTI ANSIA

In un’epoca di diffuso benessere, rischiamo di dimenticare il valore della resistenza psicologica. Caratteristica che è stata poco considerata anche dagli psicologi, tranne quelli che si occupano della psicologia positiva, che invece di focalizzarsi sui disturbi e le difficoltà, come ansia, depressione e dolore di vivere, focalizza il suo interesse su emozioni come benessere, resistenza e resilienza.

 

Cos’è la Psicologia Positiva?

 

In ambito psicologico, lo studio del benessere soggettivo ha dato origine al vasto e sfaccettato movimento della Psicologia Positiva, le cui attività si sono sviluppate a partire da due prospettive di base. La prima, definita edonica, comprende studi volti prevalentemente ad analizzare la dimensione del piacere, inteso come benessere prettamente personale e legato a sensazioni ed emozioni positive. La seconda, detta eudaimonica, privilegia l’analisi dei fattori che favoriscono lo sviluppo e la realizzazione delle potenzialità individuali, nel senso che ne arricchisce la personalità. L’eudaimonia comprende non solo la soddisfazione individuale, ma anche un percorso di sviluppo verso l’integrazione con il mondo circostante.

L’ESEMPIO DEGLI SPORTIVI

La resistenza psicologica è stata studiata anche su giocatori di basket universitari americani e ha messo in evidenza che per i più resistenti era possibile predire 6 su 7 indici di performance positiva.

EFFETTO SUI GIOVANI

Classici studi di psicologia positiva che sono stati realizzati su adolescenti che avevano appena concluso il liceo e stavano per iniziare l’università. Hanno mostrato che la presenza di una spiccata resistenza psicologica li metteva al riparo dall’abitudine dell’alcol e dal ricorso alle droghe.

RIFLESSI SUL LAVORO

Chi si dimostra più resistente da un punto di vista psicologico, in media sperimenta durante la giornata momenti di emozione positiva e più frequenti momenti di soddisfazione.

CONTRO I DISTURBI PSICHICI

Coraggio, mente orientata verso il futuro, ottimismo, abilità interpersonali, fiducia, etica sul lavoro, speranza, onestà, perseveranza, capacità di conoscere sé stessi, sono alcune delle più importanti “barriere psicologiche positive”.

PSICOLOGIA POSITIVA

OTTIMISMO ANTI ANSIA

 

L’ottimismo mette al riparo da possibili scivolamenti verso ansia e depressione. Gli psicologi distinguono due modalità di risposta ottimista alle difficoltà: quella più interventista, che spinge a compiere azioni finalizzate a contrastare la minaccia incombente, e quella adattiva, che invece tende a mettere in campo risorse psicologiche finalizzate all’accettazione delle eventuali conseguenze negative che non possono essere evitate.

Di conseguenza, si assiste a un forte cambiamento di paradigma che a livello applicativo si traduce con la messa a punto di programmi psicologici finalizzati allo sviluppo delle potenzialità, delle risorse, degli aspetti funzionali e delle abilità dell’individuo, più che alla cura degli aspetti deficitari.

Alcune persone hanno l’abilità di saper trasformare le avversità in opportunità.

 

Nella situazione attuale bisognerebbe mettere in campo per quanto possibile tutte queste capacità positive, ma certamente serve anche una notevole flessibilità psicologica di fronte al cambiamento obbligato del proprio stile di vita.

Il diffondersi dell’epidemia di coronavirus rappresenta un evento traumatico per molte persone, in questo caso le emozioni positive rischiano di essere compromesse, in quanto paura, rabbia, sconforto, angoscia e altre emozioni negative possono prendere il sopravvento.

Le emozioni negative ci aiutano a sopravvivere, quelle positive a vivere meglio.

Altre dimensioni del benessere compromesse riguardano prospettive future, l’ottimismo, la speranza e gli obiettivi di vita.

In psicologia positiva si parla del concetto di crescita post-traumatica con cui si vuole indicare il processo di cambiamento e maturazione derivante dall’aver vissuto un’esperienza stressante che ci a fatto incontrare/scontrare con la nostra vulnerabilità.

È una sorta di benessere esistenziale, porta le persone a rivedere le priorità di vita, a scoprire nuovi valori, a dare rilevanza alle persone significative.

Nella pratica clinica uso di frequente le tecniche mediate dalla psicologia positiva con l’obiettivo di permettere al paziente di prendere distanza dai propri automatismi negativi che lo bloccano e gli impediscono una piena realizzazione esistenziale, focalizzandosi invece con ruolo attivo sulle proprie risorse, punti di forza, strategie positive in grado di raggiungere il più alto equilibrio di benessere psico-emotivo.

 

Provate a fermarvi a pensare:

 

  • Cosa vi impedisce di essere felici?
  • Cosa potete cambiare concretamente nella vostra vita e cosa invece non vi è dato modificare?
  • Quali sono i vostri punti di forza che nella vita sono stati validi alleati?
  • Quali persone vicine contribuiscono al vostro benessere e quali invece alimentano disagio e malessere?

 

PSICOLOGIA POSITIVA

 

Bene, ora scrivete su un foglio per punti cosa potete fare di concreto per modificare in meglio la vostra vita, agendo su ciò che potete modificare e tralasciando ciò che non potete cambiare, niente generalizzazioni, ma azioni concrete, mettendole in ordine di difficoltà.

Quel foglio prezioso deve diventare il vostro faro quotidiano, portatelo sempre con voi, non servono cambiamenti radicali, ma costanti e graduali nella vita di ogni giorno per cambiarla in meglio, partendo dai più semplici e proseguendo verso i più ambiziosi man mano. Così facendo sarete i migliori psicologi positivi di voi perché nessuno vi conosce meglio di voi stessi. Buon lavoro!  

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